Al lavoro

26 aprile 2019

Pastori sardi, ciclofattorini, commessi e piccoli produttori.

Sono solo alcune delle categorie costrette a confrontarsi quotidianamente con lo sfruttamento del nuovo millennio, quello imposto dalle potentissime grandi catene per mezzo di precarietà contrattuale ed esistenziale o condizioni di lavoro insostenibili.

Dopo le asprissime proteste avviate questo inverno, a cui il vicepremier Salvini aveva promesso una risoluzione in 48 ore mai avvenuta, la situazione del Movimento Pastori Sardi (MPS) è ancora in una fase di stallo: il prezzo del latte è tuttora bassissimo, 74 centesimi e 66 al netto dell’Iva, mentre per i produttori è impossibile far scendere i costi al di sotto degli 80 centesimi per litro.

Il leader della protesta è Felice Floris, che intervistato da Left ricorda che “le materie prime devono sottostare a prezzi bassi e paga chi non riesce a imporre le sue ragioni. È la grande distribuzione organizzata, la Gdo (Grande distribuzione organizzata), che crea i nuovi morti di fame, i nuovi schiavi, che “tira le palle” ai trasformatori che, essendo nella scala sociale su un livello superiore a noi, scaricano su di noi la loro impotenza, però chi ha creato questi mostri è la politica, il liberismo”.

E mentre i pastori sardi versavano al suolo milioni di litri di latte come forma di contestazione, un grande marchio di hard discount era intento ad organizzare un’asta al buio per il pecorino.

Il risultato?

Pochi minuti e due produttori hanno deciso di svendere il prodotto, come in un’asta al ribasso, a 5 euro al chilo.

In caso di parità, le conseguenze si annunciavano persino più gravose: una seconda tornata avrebbe fatto scendere ulteriormente il prezzo con la trappola del doppio ribasso.

Un meccanismo ben noto a chi opera nel settore alimentare, e responsabile negli ultimi anni del fallimento di moltissime aziende.

Discount e grandi catene chiedono alle imprese il prezzo minimo, e dopo aver selezionato un piccolo nucleo di fornitori chiedono loro il doppio ribasso.

Per entrare bisogna offrire da un lato dei prezzi bassissimi, mentre dall’altro si assiste ad una continua crescita dei costi e delle materie prime, che nella quasi totalità dei casi sono in mano a multinazionali che si organizzano in cartelli.

Secondo l’ex buyer Luigi Asnaghi, interpellato dalla trasmissione televisiva Le Iene nello scorso novembre, il business dei supermercati in cui ci riforniamo è un vero e proprio “sistema che vive di tangenti, più o meno occulte”.

Per anni il suo ruolo è stato quello di reperire dai fornitori frutta e verdura destinata agli scaffali, un mestiere che l’ha portato a contatto con un mondo sorretto da pressioni, sconti logistici ed imposizioni del marchio del distributore, il cosiddetto private label.

Gli “elementi di criticità” sono stati sottolineati anche da alcune indagini dell’antitrust, che hanno rilevato tramite sondaggi tra le imprese che riforniscono la grande distribuzione un clima di paura e sottomissione forzata.

I grossisti lamentano soprattutto l’imposizione di sconti e contributi non richiesti, spesso ottenuti tramite il “ricatto” implicito del temutissimo delisting, vale a dire l’esclusione totale dai circuiti distribuitivi.

Per un’azienda, in poche parole, ciò equivale alla morte.

Questo sistema garantisce alla Gdo e alle pochissime imprese che ne fanno parte entrate tra i 30 e i 40 miliardi di euro, facendo pagare il prezzo più pagato ai lavoratori, l’anello ultimo e più debole dell’intera filiera.

Conoscere i segreti nascosti dietro agli scaffali degli ipermercati che frequentiamo tutti i giorni è fondamentale, ma non sufficiente.

Per difendersi da un meccanismo così schiacciante è necessario immaginare un nuovo modo per scambiare e consumare le merci, spezzando le catene della grande distribuzione.

Questo e molto altro nel nuovo numero del settimanale Left, diretto da Simona Maggiorelli e da oggi in edicola fino al 2 maggio con il titolo “Al lavoro”. 

L’illustrazione di copertina è stata realizzata da Fabio Magnasciutti

Sommario https://left.it/left-n-17-26-aprile-2019/

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