Chiesa e pedofilia. Complicità di Stato

21 febbraio 2019

“Chiesa e pedofilia. Complicità di Stato”: è questo il titolo di copertina del nuovo numero della rivista Left, settimanale edito da Matteo Fago e diretto da Simona Maggiorelli, in tutte le edicole dal 22 al 28 febbraio.

Andrea ha soltanto 12 anni, e come tutti i suoi coetanei frequenta il catechismo in preparazione della cresima.

E’ durante le confessioni settimanali che ha inizio l’incubo: subisce numerose molestie sessuali da parte del prete della sua parrocchia in Liguria, sia all’interno del confessionale che al di fuori delle mura della chiesa.

Dopo anni macchiati da un enorme quanto inevitabile disagio psicologico, trova la forza di ribellarsi ai soprusi dell’ecclesiastico e lo denuncia alla magistratura civile, ma è troppo tardi perché il reato è ormai caduto in prescrizione.

Mentre il presunto violentatore rimane libero di proseguire l’attività sacerdotale, le conseguenze per Andrea risultano disastrose: “sono caduto in una forte depressione dalla quale non sono più uscito, ho vissuto il periodo della pubertà rinchiuso in me stesso assieme a tutto il periodo adolescenziale, portando problemi di carattere relazionale e vivendo una sessualità in maniera rovinosa con paure e fobie riguardanti la sfera sessuale. Non vi è null’altro da dire, solo che la mia vita è finita a 15 anni. Il resto è sopravvivere”.

La terribile storia di Andrea, purtroppo, è comune a moltissime altre.

Solo in Italia, negli ultimi 15 anni, si sono registrate più di 300 denunce per pedofilia nei confronti di membri della chiesa; 140 imputati sono stati processati, e più della metà sono stati immediatamente condannati in primo grado di giudizio.

E attenzione a pensare che si tratti di un fenomeno tutto sommato limitato, contrariamente ai casi mediaticamente più noti tra Irlanda e Stati Uniti, essendo la popolazione ecclesiastica italiana composta da circa 30mila persone.

Purtroppo il panorama è molto differente.

Padre Hans Zollner, membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori e presidente del Centre for child protection (Ccp), ha rilasciato nel 2018 una dichiarazione dai tratti inquietanti e già allora ripresa da Left, unica tra i media nazionali: “Troppi sacerdoti, tra il 4 e il 6 per cento nell’arco di 50 anni, hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi. Sarebbe stupido pensare che in altri Paesi come l’Italia non sia accaduto lo stesso”.

Se le stime suggerite fossero realistiche, in Italia ci sarebbero almeno 1200 preti responsabili di abusi su minori.

Un’enormità.

Il governo italiano è stato chiamato a rispondere, da parte dell’associazione di vittime Rete L’abuso, di accuse pesantissime come negligenza nella gestione, prevenzione, controllo e giudizio nei casi di pedofilia clericale.

Anche il Comitato Onu si è interessato alla questione lo scorso giugno a Ginevra, tentando una verifica sulle modalità con le quali vengono rispettate nel nostro Paese le norme stabilite dalla Convenzione i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ratificata nel 1989, senza però ottenere altro che una imbarazzante scena muta da parte degli emissari inviati dal governo.

L’incipit conclusivo della relazione delle Nazioni Unite, stilato in seguito all’incontro e pubblicato ufficialmente il 7 febbraio, è più che mai eloquente: “Il Comitato è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuali da parte di personale religioso della Chiesa cattolica nel territorio dello Stato italiano, e per il basso numero di indagini e azioni penali da parte della magistratura italiana”.

Da domani in edicola. 

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