Intervista a Paolo Genovese

15 novembre 2018

Ho incontrato Paolo Genovese, uno dei registi più affermati nel panorama cinematografico italiano. Nel 2016 il suo film Perfetti sconosciuti ha ottenuto un abbondante incasso al botteghino, sia in Italia che all'estero; in seguito Genovese ha ricevuto da molte nazioni richieste per i diritti per fare della sua pellicola un remake. Il 18 aprile dello stesso anno il film vince il David di Donatello per il miglior film e il David di Donatello per la migliore sceneggiatura; qualche giorno dopo, la sceneggiatura dell'opera viene anche premiata al Tribeca Film Festival. Attualmente è di nuovo al cinema con The Place con un cast stellare composto da Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Alba Rohrwacher, Vittoria Puccini, Rocco Papaleo, Silvio Muccino, Silvia D'amico, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini.

Proprio perché Paolo ha iniziato la sua carriera come pubblicitario, nessuno conosce meglio di lui la relazione fondamentale tra pubblicità e PR, ma anche quanto queste ultime svolgano un ruolo imprescindibile per la carriera di un regista e la promozione del suo film.

Francesca: Dopo il grande successo ottenuto con “Perfetti sconosciuti” e “Immaturi”, sei tornato in tutte le sale cinematografiche con “The Place”, la tua ultima fatica. Dopo tantissime campagne, premi vinti in tutto il mondo ed autentici spot d’autore come quelli girati per Postepay, Facile.it, Feltrinelli e Twinset (presentato al Festival di Venezia nel 2016), hai accettato la sfida di Bauli, mettendo a disposizione la tua esperienza per realizzare uno spot natalizio “2sorelle” interpretato da Valentina Corti e Caterina Misasi.

La tua carriera di regista nasce presso la nota agenzia McCann Worldgroup.

In che misura il marketing e le pubbliche relazioni, sia tradizionali che digital (nuovi media su tutti), hanno influito e trovano applicazione all’interno del tuo lavoro?

Paolo: Moltissimo nel mondo pubblicitario, ma ancora troppo poco in quello cinematografico. Per Bauli, la comunicazione della campagna si snoda in uno sviluppo cross mediale in grado di coinvolgere cinema, tv, affissioni e tutto l’universo online grazie a materiali realizzati ad hoc per ogni canale.

La campagna sarà pianificata dal centro media PHD e trasmessa per la prima volta in contemporanea su tutte le principali emittenti tv, oltre che sui canali social del brand. Il film andrà in onda anche online, mezzo che per Bauli ricopre un ruolo sempre più rilevante, e persino al cinema. La campagna coinvolge anche l’esterna. Trailer ed anteprima sono visibili sul minisito a loro dedicato, lanciato per le feste e che consente di rivolgere i propri auguri ad una persona speciale. Gli utenti ne hanno già inviati a migliaia, e Bauli ne ha selezionati alcuni per la campagna di affissioni che coinvolgerà le strade di Milano e Roma dal prossimo 11 dicembre.

Quindi PR a tutto tondo.

Francesca: E nel cinema? Qualcosa sta cambiando? Oltre alle PR tradizionali, viene promosso un utilizzo sufficiente delle digital PR attraverso Youtube e gli altri principali social media?

Paolo: Per il cinema la stampa rimane un importantissimo canale di comunicazione, così come la partecipazione a programmi tv e radiofonici, senza citare le conferenze stampa ufficiali che annunciano film, cast, prima visione ed uscita del trailer.

Molte produzioni e distribuzioni hanno intrapreso anche la strada delle digital PR, grazie ai social media e alla straordinaria velocità con la quale si può far viaggiare un messaggio verso platee di pubblico sempre più ampie.

Oltre a promuovere il film per il pubblico, le PR aiutano a promuovere film verso distributori, festival del cinema, giornalisti e blogger.

Uno spettatore, oggi, non è più solo qualcuno da convincere. E’ anzitutto un navigatore del web che prima di andare al cinema ha girato i sette mari, consultato numerosi siti e letto recensioni di altri “marinai” suoi pari.

Provenire dal mondo del marketing e della pubblicità ha contribuito ad essere quello che sei oggi?

A livello di regia tantissimo. Venendo dalla pubblicità riesco a comprendere immediatamente l’efficacia o meno di una singola scena.

In quanto al livello di promozione di me stesso e del mio lavoro, anche qua la mia provenienza gioca un ruolo fondamentale.

Oggi più che mai.

Grazie a Paolo Genovese.

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